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“Ce ne siamo accorti quando era troppo tardi.”
Una temperatura fuori controllo, una perdita d’acqua, un consumo anomalo, un locale tecnico surriscaldato, un impianto che lavora fuori dai parametri attesi. Nel Facility Management molte criticità vengono ancora individuate quando hanno già prodotto un effetto: una segnalazione dell’utente, un disservizio, un aumento dei consumi o, nei casi peggiori, un danno.
Il problema è evidente: non possiamo presidiare fisicamente ogni ambiente e ogni impianto, soprattutto quando il patrimonio è distribuito su decine o centinaia di siti.
Ed è qui che l'Internet of Things (IoT) può cambiare concretamente il modo di governare gli edifici. Grazie alla connettività tra sensori, dispositivi e sistema centrale, diventa possibile raccogliere informazioni in modo continuo e supportare processi decisionali più rapidi ed efficaci.
I sensori IoT consentono il monitoraggio in tempo reale di ciò che accade negli ambienti e sugli impianti.
Le informazioni raccolte vengono trasmesse attraverso la rete e rese disponibili in piattaforme digitali per il controllo e l'analisi dei dati provenienti da diverse apparecchiature distribuite sul patrimonio immobiliare.
Ma il valore dell’IoT per il Facility Management non è nel sensore. È nella capacità di trasformare migliaia di rilevazioni in informazioni realmente utili. Il valore emerge quando il dato viene contestualizzato, confrontato con standard di funzionamento e analizzato nel tempo. È attraverso l'elaborazione dei dati che un'organizzazione può individuare anomalie, comprendere le cause di determinati fenomeni e ottimizzare la gestione degli edifici.
Sapere che in un determinato momento una temperatura è di 27 °C è un dato.
Sapere che da tre giorni quella temperatura supererà sistematicamente una determinata soglia è informazione sulla quale è possibile agire.
Il Facility Manager non ha bisogno di osservare continuamente grafici e numeri. Ha bisogno di sapere dove esiste un’anomalia, da quanto tempo persiste e dove concentrare la propria attenzione.
È partendo da queste esigenze che BumaQ, società italiana specializzata nella consulenza e nella governance del Facility Management e attiva nella gestione e nel controllo di patrimoni immobiliari complessi e multisito, ha sviluppato ReBuMaQ, la propria soluzione IoT per il monitoraggio degli edifici e degli impianti.
Attraverso sensori e dispositivi IoT, ReBuMaQ consente di raccogliere automaticamente informazioni dal campo, trasmetterle attraverso infrastrutture di comunicazione sicure e renderle disponibili in maniera strutturata e centralizzata tramite una piattaforma digitale accessibile da remoto.
La possibilità di integrare dati provenienti da differenti impianti e sistemi permette di ottenere una visione unificata dello stato degli edifici. Si riduce così il rischio di errori dovuti a controlli manuali e aumenta l'affidabilità delle informazioni disponibili.
Il Facility Manager o il manutentore, così, hanno qualcosa che prima non avevano: una conoscenza continua e oggettiva di ciò che sta accadendo negli edifici.
Tradizionalmente, molte attività di Facility Management iniziano da un evento: qualcuno segnala un problema.
Il monitoraggio IoT può modificare questa sequenza. Le anomalie possono essere rilevate prima che qualcuno percepisca il problema o prima che questo produca conseguenze più importanti.
Non significa prevedere ogni guasto. Significa monitorare lo stato degli impianti in modo continuo, ridurre i tempi di inattività e migliorare l'efficienza complessiva delle operazioni di Facility Management.
Significa, quindi, aumentare la capacità di individuare tempestivamente condizioni anomale e intervenire prima.
Ed è una differenza sostanziale.
Nei patrimoni multisito il valore diventa ancora più evidente.
La domanda non è più soltanto:
“Cosa sta succedendo in questo edificio?”
ma:
“In quali edifici sta succedendo qualcosa che richiede la mia attenzione?”
È qui che sistemi IoT come ReBuMaQ evolvono il Facility Management. Si passa dal controllo del singolo impianto a una visione centralizzata del patrimonio, individuando anomalie, superamenti di soglia e comportamenti che meritano approfondimento.
Il Facility Manager non deve essere ovunque. Deve poter sapere dove guardare.
“Fa troppo caldo.”
“L’impianto funziona correttamente.”
“Il problema si verifica solo ogni tanto.”
Quando mancano informazioni oggettive, molte discussioni rischiano di basarsi sulle percezioni.
La disponibilità di dati storici consente di verificare quando un fenomeno si è verificato, la durata e la frequenza.
Il confronto tra Facility Manager, cliente e manutentore può quindi partire da una base comune: il dato.
È anche da questa esperienza nella governance del Facility Management che BumaQ ha sviluppato ReBuMaQ. L'obiettivo è trasformare ciò che accade negli edifici in informazioni utilizzabili per prendere decisioni più consapevoli e tempestive.
Perché il sensore è soltanto il punto di partenza.
Il vero valore nasce quando il dato diventa conoscenza e la conoscenza diventa controllo.
E nel Facility Management, ancora una volta, non è possibile governare ciò che non si conosce.



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